UOMINI LIBERI. HENRY DUNANT E LA CROCE ROSSA INTERNAZIONALE.

Un esito imprevisto del Risorgimento italiano.

 

Il 24 giugno 1859 si svolge a Solferino e a San Martino la battaglia decisiva per le sorti della Seconda guerra d’Indipendenza italiana. Nella pianura e sulle alture tra il Chiese e il Mincio si scontrano gli eserciti delle due più grandi potenze del tempo, la Francia di Napoleone III e l’Impero di Francesco Giuseppe. Più di 300.000 uomini sono impegnati in combattimento, su una linea del fronte di cinque leghe (circa venti chilometri), in una battaglia che dura quindici ore. 40.000 sono gli uomini caduti, tra i morti e i feriti, di entrambi gli schieramenti.
Ad assistere vi è un osservatore d’eccezione, che ci lascerà una descrizione degli avvenimenti (“Ricordo di Solferino”, scritto tra il 1859 e il 1862), che non è solo il resoconto di una guerra che egli definì “un disastro europeo”. Si tratta di Henry Dunant, unanimemente riconosciuto come il fondatore della Croce Rossa Internazionale.
Venuto in Italia per incontrare Napoleone III, si trova coinvolto in questa sanguinosa battaglia e offre il suo aiuto di volontario a Castiglione (oggi Castiglione delle Stiviere) trasformata in una “città ospedale”. La sua condizione di “turista”, come si descrive, del tutto “estraneo a quella grande lotta”, gli consente di avere uno sguardo sufficientemente imparziale tale da poter cogliere lo spessore umano di quegli eventi e soprattutto da poterli giudicare.
La battaglia di Solferino nulla ha da invidiare agli eccidi del ‘900. All’orrenda carneficina (“il terreno si abbevera letteralmente di sangue ed è, in tutta la sua superficie, coperto di resti umani”), durante la quale è quasi impossibile assistere i feriti, segue la notte: “Nel silenzio della notte si odono gemiti, sospiri soffocati pieni di angoscia e di sofferenza e voci strazianti che implorano soccorso”.

Tre giorni e tre notti occorrono per raccogliere e seppellire in fosse comuni i cadaveri rimasti sul campo di battaglia. “Purtroppo – continua Dunant – nella precipitazione che tale servizio comporta, e a causa dell’incuria o della grossolana negligenza di alcuni di questi contadini [contadini lombardi pagati per questo servizio], tutto fa credere che più di un vivo debba essere stato sotterrato con i morti”.
Le sofferenze dei feriti, letteralmente maciullati dai combattimenti, non hanno modo di essere lenite e spesso neppure curate. L’agonia e la morte più orrenda di migliaia di soldati di entrambi gli schieramenti, che Dunant assiste a Castiglione, è descritta senza concedere nulla alle emozioni e al sentimento. Egli è uno dei pochi che resiste all’urto di questa sconvolgente esperienza.
“Ma le donne di Castiglione – ricorda in un passo significativo – vedendo che non faccio alcuna distinzione di nazionalità, seguono il mio esempio dimostrando la stessa benevolenza a tutti quegli uomini di origine così diversa e che sono per esse tutti parimenti stranieri. «Tutti fratelli» ripetevano commosse. Onore a queste creature caritatevoli, onore alle donne di Castiglione!”

Lo sguardo libero e il coinvolgimento appassionato con quell’umanità sofferente, consentono a Dunant di maturare l’idea fondativa della Croce Rossa.
Ritornato a Ginevra, con la convinzione che “le guerre non possono sempre essere evitate”, si sente investito del compito di operare perché “si cerchi, in uno spirito di umanità e vera civiltà, di prevenire o almeno mitigarne gli orrori”.
Nel 1864 il 28 agosto viene firmata  a Ginevra da sedici paesi la “Convenzione di Ginevra per migliorare la sorte dei militari feriti negli eserciti di campagna”.

Anche se la vittoria franco-piemontese di Solferino ha avuto come esito l’avvio del processo che porterà all’unificazione italiana, come auspicato da Cavour, la presenza fortuita di Dunant sul campo di battaglia e la sua coraggiosa risposta alla drammaticità degli eventi, fanno comprendere che la caratteristica essenziale degli avvenimenti storici è proprio il loro sfuggire ad ogni esito predeterminato. Henry Dunant, “uomo libero” nella mente e nel cuore, ha rappresentato in quel contesto quella variabile indipendente che rende gli avvenimenti storici avvenimenti umani.
Antonia Grasselli
 

 

Incontro al Liceo Scientifico “E.Fermi” -  Sabato 26 marzo 2011 con proiezione del film “Henry Dunant. La Croce Rossa” di Dominique Othenin-Girad  (ore 9 e ore 11)

Henry Dunant: un uomo.
Convenzione per migliorare la sorte dei militari feriti negli eserciti di campagna
(Ginevra, 28 agosto 1864)
Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra

Henry Dunant. La Croce Rossa” di Dominique Othenin-Girad