Obiettivi, approcci, risultati

 

Obiettivi, approcci, risultati
Davide Valentini

Obiettivi
Insegnare, e insegnare la storia in particolare, ha per noi un significato prevalente: formare un cittadino competente, solidale e consapevole. Desideriamo cioè che i nostri ragazzi siano cittadini attivi, capaci di motivare e sostenere le proprie scelte entro una cornice di partecipazione e impegno sociale, di maturare un autentico protagonismo nei confronti della storia e della società in cui vivono.
Ecco perché i nostri laboratori di storia si concentrano sul '900, sul secolo dei totalitarismi, e sulla memoria del Bene. Il XX secolo è teatro privilegiato di uomini e donne comuni che hanno scelto per il bene e la libertà in contesti difficili ed estremi, esempi che facilmente si prestano a mostrare la possibilità di dare voce alla propria coscienza.
Ma la storia del '900 ha il vantaggio che spesso quegli uomini e donne sono ancora in vita, o sono ancora vivi i testimoni che hanno visto e possono raccontare la memoria dei resistenti: è proprio questo il valore aggiunto, la persona di chi trasmette.
Ricordare le emozioni, sentirle, vederle attraverso gli occhi dei protagonisti permette di recuperare all'oggi quella “fisicità” del tempo che scorre, che nessun manuale e nessun saggio storiografico può restituire.

Approcci
Dai primi progetti didattici, nati per indagare e conoscere le possibilità del Bene legati alla Shoah e ai Giusti, abbiamo negli anni esteso le ricerche ad un significato più ampio, non solo legato a chi ha rischiato la vita per salvare un ebreo, ma anche a coloro che hanno lottato contro altre ingiustizie e violenze: il comunismo sovietico e i gulag (La possibilità del bene nell'abisso del male. Margaret Buber Nueman dal gulag al lager, Si può sempre dire un sì e un no: i giusti nel Gulag, I Giusti e la resistenza al totalitarismo – Il caso sovietico ovvero la difesa della verità di sé stessi), genocidi nel mondo (Il genocidio degli Armeni: fare memoria di un evento dimenticato, Contemporaneità del giusto – Ruanda e Bosnia, anni novanta), impegno civile (Gli anni del terrorismo e il caso Calabresi).

In sintesi possiamo dire che:
 

  1. Le tematiche prevalenti sono relative ai Giusti tra le Nazioni che hanno salvato ebrei. La didattica si è concentrata prevalentemente su biografie di civili o di militari, non tanto perché più semplice da realizzare nei contesti scolastici, quanto per la necessità di mostrare ai ragazzi di oggi che la storia è fatta dagli uomini e dalle donne che ci hanno preceduto, e che il nostro presente è costitutivamente figlio delle loro scelte, delle loro fatiche e dei loro sacrifici. In questi anni così schiacciati sul presente (Z. Bauman, La società dell'incertezza), assume un valore essenziale per le nuove generazioni “costruire insieme la memoria” della propria storia. Ed intervistare, filmare, registrare, leggere quel passato nelle persone ancora vive ha un'efficacia unica.
     
  2. Proprio l'intervista e la memorialistica in generale sono l'approccio più frequente tra i progetti didattici di questi anni: intervistare i propri parenti più stretti, toccare con le mani i loro ricordi, le loro foto, i loro diari, i loro oggetti quotidiani, tecnicamente diremmo l'analisi delle fonti, permette agli studenti di percepire il filo del passato, e di assaggiare il fascino dell'indagine storiografica. Sono da segnalare anche alcune ricerche d'archivio dai risultati interessanti: in prefettura (Stranieri in patria, Convegno 28 aprile 2004), nelle biblioteche pubbliche (Giuseppe Moreali: l'antifascista, il giusto, l'uomo), o nell'archivio della propria scuola (Scelte di vita e formazione scolastica – studiare al Galvani negli anni Trenta e Quaranta).
     
  3. E' evidente che la materia maggiormente coinvolta è la storia; dobbiamo segnalare però il fondamentale contributo di altre discipline, solo in apparenza lontane dalle tematiche di nostro interesse: italiano in particolare attraverso la lettura di diari e romanzi, inglese, filosofia, greco-latino.

Risultati
I lavori hanno prodotto generalmente elaborati scritti. In pochi casi sono stati realizzati brevi filmati o video di presentazione.  La ragione della loro esiguità è da individuarsi soprattutto nel loro costo, ma laddove si è riusciti a concludere con un video-clip il valore finale è stato decisamente alto, per la capacità delle immagini di coinvolgere gli studenti, di comunicare le emozioni e di rivivere i volti, le voci, le lacrime.